Offensiva congiunta delle forze siriane ed irachene taglia fuori qualsiasi velleità USA di controllare la frontiera Siria-Iraq

Iniziata già da qualche giorno,  prosegue seza soste  l’offensiva congiunta delle forze siriane ed irachene contro le ultime sacche dei mercenari jihadisti sulla frontiera tra Siria e Iraq.
L’operazione “Grande Alba-3” condotta dalle forze siriane continuerà fino alla conquista della città di Abu Kamal, sulla frontiera irachena, come ha comunicato il comando miltare delle forze Siriane ed Hezbollah.
La prima parte di questa operazione si è sviluppata con l’attraversamento del fiume Eufrate fino alle foci est con il sistema di ponti flottanti fornito dal genio russo.

Dalla parte del confine iracheno, l’esercito iracheno e le forze di mobilitazione popolare (Hashid al Shaabi) hanno iniziato una grande offensiva congiunta sulla zona di Akashat che si ripromette di spazzare via i residui gruppi di terroristi e prendere il controllo della citta di Al Qaim, vicino alla frontiera siriana.
Entrambe le offensive, quella siriana e quella delle forze irachene, stanno convergendo sulla stessa zona della frontiera Siria-Iraq con l’effetto di tagliare fuori le milizie dell’Esercito Libero Siriano e le Milizie curde, appoggiate dagli USA che avevano in precedenza l’obiettivo di controllare la stessa zona della frontiera. Obiettivo ormai irraggiungibile vista la rapida avanzata delle forze irachene e siriane.

Il Comando USA sembra abbia ormai rinunciato all’operazione visto anche l’appoggio dall’aria fornito dalle forze aeree russe all’Esercito siriano che non permette incursioni improvvise da parte degli aerei della coalizione diretta dagli USA.

Dopo la rottura dell’assedio a Deir Ezzor ed alla base aerea siriana assediata, gli USA avevano fatto pressioni sui loro alleati per farli avanzare all’interno della provincia. Tuttavia con l’attraversamento dell’Eufrate da parte dell’Esercito siriano è venuta meno la possibilità di impedire l’avanzata delle forze governative. In primo luogo l’Esercito siriano ha inviato un “messaggio” al Comando USA in base al quale l’esercito siriano ha il pieno diritto di liberare qualsiasi parte del suo territorio senza che una forza di invasione USA, che si trova illegalmente in Siria, o dei suoi mercenari, abbia il dirittto di porre ostacoli alla liberazione del suolo della Siria.

Forze sciite di Hashid al Shaabi

Determinante è stato l’appoggio fornito dai russi nell’operazione di attraversamento del fiume e la copertura delle forze aeree russe che, con una incursione aerea di avvertimento contro i curdi, hanno lanciato un avviso alle milizie appoggiate dagli USA di non avanzare nel territorio siriano e non attaccare l’esercito siriano se non vogliono avere peggiori conseguenze.

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In conclusione, Damasco e Baghdad condividono lo stesso obiettivo di liberare la zona di frontiera e ricongiungersi, che piaccia o no al comando della coalizione USA. In questo senso anche l’intervento dell’aviazione irachena in Siria ha sottolineato questo obiettivo che dimostra che le forze dell’asse della resistenza, Siria-Iraq- Hezbollah, con la sempre più stretta presenza delle Hashid al Shaabi iracheni (forze sciite), realizzano una piena collaborazione nel comune obiettivo di liberazione dei loro paesi dalle forze mercenarie e dai loro sponsor.

Fonte: Al Manar

Traduzione: L.Lago – Controinformazione