La storia di sempre… Gli USA, senza prove, prevedono un “altro” attacco chimico dell’esercito siriano

Un lupo vide un agnello vicino a un torrente che beveva, e gli venne voglia di mangiarselo con qualche bel pretesto.
Standosene là a monte, cominciò quindi ad accusarlo di sporcare l’acqua, così che egli non poteva bere.
L’agnello gli fece notare che, per bere, sfiorava appena l’acqua e che, d’altra parte, stando a valle non gli era possibile intorbidire la corrente a monte.
Venutogli meno quel pretesto, il lupo allora gli disse: “Ma tu sei quello che l’anno scorso ha insultato mio padre!” E l’agnello a spiegargli che in  quella data non era ancora nato.
“Bene” concluse il lupo, “se tu sei così bravo a trovare delle scuse, io non posso mica rinunciare a mangiarti.” 

Il lupo e l’agnello la favola di Esopo da 26 secoli resta sempre l’esempio adatto per dimostrare che quando qualcuno vuole commettere un torto non c’è difesa che valga.

Accade ancora oggi, gli USA in Siria non smettono di creare un falso pretesto, l’uso di armi chimiche da parte del governo di Damasco sui civili inermi, per scatenare un conflitto e rovesciare il Presidente Assad.

“Gli Stati Uniti identificano possibili preparativi da parte del regime di Assad per effettuare un nuovo attacco con armi chimiche” si legge in un comunicato del servizio stampa della Casa Bianca.

Inoltre, nel testo si spiega che questo attacco chimico, “attuato” da Damasco può causare un gran numero di morti tra i civili, compresi bambini innocenti.

La nota aggiunge che azioni “rilevati” sono simili ai preparativi compiuti dal governo siriano prima della “attacco chimico” dello scorso 4 aprile a Khan Shaykhun, nella provincia di Idlib, che secondo gli USA e i suoi alleati fu attuato da Damasco senza però presentare alcuna prova in merito.

Naturalmente hanno fatto seguito le minacce della Casa Bianca. Nel comunicato si precisa che se le forze armate siriane “torneranno” ad usare armi chimiche “pagheranno un alto prezzo”.

Gusto per fare alcune precisazioni, si deve partire dal fatto che, come ha riferito il 4 gennaio 2016 dall’OPAQ, l’organizzazione per la proibizione e l’uso di armi chimiche, il governo siriano ha distrutto il suo arsenale di suddette armi.
Domenica scorsa il giornalista Premio Pulitzer Seymour Hersh, dalle interviste che ha fatto ad alcuni alti funzionari USA, è emerso che l’amministrazione Trump ha bombardato la base siriana di Shayat in rappresaglia al presunto attacco con armi chimiche da parte di Damasco che in realtà non c’era stato.
Per tornare al massacro di Khan Shaykhun, la Russia, magari è troppo di parte nel difendere Assad? Bene, allora, accademici del Massachusetts Institute of Technology, storici, ex candidati alla Presidenza USA, ex analisti della CIA, noti reporter di guerra hanno smascherato la false flag dell’amministrazione Trump per invadere, distruggere ancor di più la Siria e rovesciare il Presidente Bashar al Assad.

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